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Luna Nuova in Vergine: la cura del poco


Vi capita mai, la mattina, di mettervi a sistemare qualcosa senza averlo deciso? Aprire un cassetto e riordinarlo senza esservi detti prima che oggi fosse il giorno giusto per farlo? Piegare un asciugamano lasciato sulla sedia, spostare una pianta di due centimetri verso la luce, buttare finalmente quella bolletta vecchia di mesi che continuava a stare lì sul tavolo.


Un gesto che parte da solo, prima di ogni decisione cosciente, un gesto di cura verso voi stessi o verso la casa che arriva quando ancora non avete pensato a nulla.


Qualcosa di simile succede l’11 settembre, quando la Luna Nuova si forma a diciotto gradi di Vergine, poco prima dell’alba in Italia.



Il corpo che protegge


Il Sole e la Luna, in quel momento, guardano con un angolo facile Marte in Cancro. È un aspetto che spinge più a custodire che a combattere: l’istinto che vi fa controllare due volte che la porta sia chiusa, che vi fa cucinare qualcosa in più perché a casa ci sia da mangiare anche domani, che vi fa rifare un lavoro fatto male non per perfezionismo ma perché sapete che qualcuno, magari voi stessi tra un mese, ne avrà bisogno fatto bene.


In questi giorni la precisione della Vergine trova nel Cancro un motivo caldo per esistere. L’ordine che nasce ora ha una ragione precisa: qualcuno, qualcosa, va protetto.


Circa dieci giorni prima, lo stesso Marte aveva incontrato Saturno in un angolo di quadratura: il bisogno di agire subito, di proteggere subito, che si scontra con un limite, con un tempo che non si può accorciare a piacere.


Quell’incontro non è più esatto adesso, ma qualcosa può essere rimasto come un’eco nel corpo, la sensazione di avere ancora energia da spendere per chi amate e di dover imparare, insieme a quella cura, anche la pazienza di aspettare il momento giusto per usarla.



Il messaggero e le tre porte


C’è poi un disegno interessante nel cielo di questi giorni.

Mercurio, che governa la Vergine e quindi governa anche questa Luna Nuova, si trova in Bilancia e forma un angolo di scorrevolezza sia con Urano che con Plutone, mentre Nettuno gli sta esattamente di fronte.


Chi conosce un po’ di mitologia riconoscerà in questo disegno qualcosa che i greci sapevano già: Hermes, il messaggero, è l’unico tra gli dèi a cui è permesso attraversare tre soglie diverse, il cielo, il mare e il regno dei morti, portando notizie da un mondo all’altro senza appartenere fino in fondo a nessuno.


Urano è il lampo che rivela, Plutone è la profondità che trasforma, e con entrambi Mercurio in questi giorni cammina senza attrito. Nettuno, dritto di fronte, è la nebbia, il mare, tutto ciò che non ha ancora forma.


Per portare la notizia dal cielo agli inferi, il messaggero deve prima attraversare quell’acqua.


Proprio in questi giorni, tra l’altro, Urano si ferma nel suo cammino apparente prima di invertire rotta, come se il lampo trattenesse il respiro un istante prima di tornare a guardare dentro invece che fuori.


Le intuizioni che arrivano in questi giorni, i pensieri che sembrano folgorazioni improvvise, spesso hanno bisogno di attraversare un tratto di nebbia prima che il corpo si fidi fino in fondo.



Un conto in sospeso


Mercurio, però, non porta solo notizie tra cielo e inferi. Forma anche un angolo di tensione sia con Chirone, fermo sul primo grado del Toro, sia con il Nodo Nord in Acquario, due punti che tra loro si guardano invece con favore.


È una configurazione che in astrologia si chiama yod, dito di Dio: un compito preciso, non generico, che chiede di mettere in comunicazione una ferita antica con una direzione di crescita ancora acerba.


Nello stesso cielo, Venere in Scorpione guarda dritta verso quello stesso Chirone: un’opposizione che può portare a galla una vecchia ferita legata al valore del corpo, a quanto vi sentite meritevoli di essere voluti così come siete.


Chirone, in questi giorni, viene chiamato in causa due volte.

Mercurio, Venere e lo stesso Chirone, quasi per coincidenza, si trovano tutti sul primissimo grado del loro segno: sulla soglia, prima che qualcosa sia davvero cominciato.


Dopo un’eclissi, dopo una dissoluzione, restano spesso frammenti sparsi, come dopo una marea che si ritira e lascia sulla sabbia oggetti che prima erano sommersi.


Qui la Vergine non chiede di ripulire tutto in una volta.


Chiede di guardare, una cosa alla volta, cosa è rimasto: cosa ha ancora peso reale, cosa è solo abitudine.


C’è una vecchia ferita che continuate a proteggere invece di lasciarla respirare?

E una direzione che sapete già di dover prendere, anche se non è ancora chiaro come farlo?


Portatele con voi, queste domande, come si porta una pietra in tasca, sentendone il peso ogni tanto durante la giornata.



Cambiare frequenza


La Luna Nuova non decide nulla al posto vostro, e nemmeno lo fa il disegno tra Mercurio, Urano, Nettuno, Plutone, Chirone e il Nodo Nord.


Il cielo, in questi giorni, somiglia più che altro a uno specchio: rimanda indietro qualcosa che nel corpo era già in movimento.


Cambiare frequenza succede se scegliete di rallentare abbastanza da sentire quale gesto minimo, quale intuizione ancora nebbiosa, sta chiedendo di essere onorata con più costanza.



Pratica


Nei prossimi giorni, scegliete un solo compito piccolo.

Non il più urgente, non il più visibile.

Uno qualunque, purché piccolo: piegare i vestiti, lavare i piatti, sistemare una mensola.

Fatelo con tutta l’attenzione che riuscite a portarci, senza fretta di finire.

Notate la temperatura sotto le dita, il peso degli oggetti, il suono che fanno quando li appoggiate.

Quando avete finito, restate fermi qualche secondo a sentire cosa è cambiato nel respiro.

Non serve altro.


Buona Luna Nuova.

Manuel Lombardi

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