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  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Cielo molto interessante in questa ultima Luna Nuova dell’anno astrologico.


Infatti Sole e Luna, ovviamente congiunti in questo novilunio, si congiungono a Saturno e Nettuno appena entrati in Ariete.


Questo porta enfasi a tutto quanto detto precedentemente rispetto all’ingresso di questi pianeti: diventare leader di se stessi, assumersi la responsabilità della propria volontà e agire ciò che sentiamo profondamente dentro di noi e ciò che è realmente in linea con qualcosa di più alto, più universale.


Un compito tutt’altro che semplice, ovviamente, soprattutto se non siamo ancora pienamente in contatto con la nostra verità personale.


E questo novilunio sembra proprio offrirci un’occasione: quella di fermarci e indagare emotivamente, con la luce della coscienza, quali siano quegli aspetti della nostra vita che chiedono maggiore autenticità.


È una Luna fortemente immaginativa. Idealizzante. Visionaria. Una Luna che apre spazi interiori ricchi di immagini, simboli e possibilità.


Ma proprio per questo può portarci anche molto in alto… forse troppo.


Perché quando l’immaginazione si espande senza un radicamento, il rischio è quello di perdere il contatto con la realtà o di proiettare fuori ciò che accade dentro di noi.


E qui mi viene spontaneo evocare un’immagine archetipica molto famosa: quella di Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento.


Un cavaliere guidato da ideali altissimi, ma che a volte scambia la realtà per qualcos’altro. Giganti dove ci sono mulini. Nemici dove forse non ce ne sono.


Il cielo sembra invitarci proprio a osservare questo meccanismo dentro di noi.


Dove stiamo combattendo battaglie che esistono solo nella nostra mente?

Dove stiamo proiettando paure, ideali o aspettative che non corrispondono alla realtà?


Il rischio dei Pesci, lo sappiamo, non è solo quello di idealizzare.


È anche quello di fuggire.


Quando la realtà diventa difficile da affrontare, possiamo rifugiarci nei sogni, nelle fantasie, nelle giustificazioni interiori. Possiamo raccontarci storie che ci permettono di non agire davvero.


Ed è qui che la presenza di Saturno accanto a Nettuno diventa estremamente significativa.


Se Nettuno rappresenta la dimensione più profonda, sottile e sensibile della nostra verità interiore, Saturno rappresenta la struttura, il confronto con la realtà, la necessità di dare forma concreta a ciò che sentiamo.


Potremmo dire che Nettuno è come un richiamo che arriva dalle profondità del nostro essere, mentre Saturno è ciò che ci chiede:


“Se questa è davvero la tua verità, sei disposto a viverla nel mondo reale?”


A volte Saturno può sembrare un ostacolo sulla strada verso la nostra verità. Come se fosse un muro.


Ma altre volte è proprio il sostegno che ci permette di reggere quello sguardo senza distoglierlo.


E qui entra in gioco un altro elemento importante di questo cielo: il sestile perfetto con Urano negli ultimi gradi del Toro.


Urano è il lampo improvviso di consapevolezza.


È quel momento in cui qualcosa dentro di noi cambia prospettiva. In cui vediamo ciò che prima non vedevamo.


Come se qualcuno accendesse improvvisamente una luce nella stanza.


Questa nuova prospettiva può permetterci di distinguere meglio tra ciò che è reale e ciò che è proiezione. Tra ciò che merita davvero la nostra energia e ciò che invece è solo un mulino a vento.


E qui il cielo sembra raccontare una storia molto più antica.


La storia del viaggio dell’eroe.


Quella struttura archetipica che lo studioso Joseph Campbell ha descritto così bene nel suo lavoro sui miti universali.


Ogni viaggio dell’eroe inizia con una chiamata.


Un richiamo interiore che non può più essere ignorato.


Ed è interessante osservare come, in questo cielo, questa chiamata sembri incarnarsi nella congiunzione tra Mercurio, Marte e il Nodo nord nei Pesci.


Pensiero e azione che si allineano con una direzione evolutiva.


Come se mente e volontà venissero chiamate a collaborare per dare forma concreta a qualcosa che sente di voler emergere ora.


Ma ogni eroe, prima o poi, incontra un mostro.


Nel nostro cielo questo mostro potrebbe essere rappresentato dalle credenze profonde, dalle verità assolute che portiamo dentro di noi e che a volte non mettiamo mai in discussione.


È interessante notare come Mercurio e Marte siano in quadratura con Lilith in Sagittario.


Lilith qui può parlare proprio di credenze radicate, convinzioni ideologiche, verità interiori che sentiamo così forti da diventare quasi incontestabili.


Eppure il cielo sembra suggerirci una domanda:


quelle verità ci stanno davvero guidando verso la nostra evoluzione… oppure ci stanno facendo combattere mulini a vento?


Ed è qui che entra in scena un altro mito.


Quello di Perseo.


Perseo non combatte alla cieca.


Quando affronta Medusa, sa che guardarla direttamente significherebbe rimanere pietrificato.


Così usa uno specchio. Cambia prospettiva.


Non nega il mostro. Non fugge. Ma non lo affronta neanche in modo impulsivo.


Trova un modo diverso di guardarlo.


Il momento in cui cambiamo angolo di osservazione e ciò che sembrava impossibile diventa improvvisamente affrontabile.


Ma il mito non finisce qui.


Quando Perseo taglia la testa di Medusa, accade qualcosa di sorprendente.


Dal sangue della Gorgone nasce Pegaso, il cavallo alato simbolo di ispirazione, elevazione e immaginazione.


È come se il mito ci dicesse che proprio dall’incontro con ciò che temiamo di più può nascere qualcosa di straordinariamente creativo.


Il mostro non viene semplicemente eliminato.


Viene trasformato.


La testa di Medusa diventa uno strumento di protezione. Pegaso diventa simbolo di libertà e visione.


E forse è proprio questo che questo cielo ci chiede di fare.


Non distruggere le nostre ombre.


Ma guardarle, comprenderle e trasformarle.


Fortunatamente questo viaggio non sembra privo di sostegno.


Giove in Cancro, appena tornato diretto, forma un trigono con Mercurio e Marte, come a offrire fiducia, nutrimento emotivo e senso.


Come se qualcosa dentro di noi ricordasse che questo viaggio ha uno scopo.


Allo stesso tempo Venere  in Ariete ci ricorda che l’azione non nasce solo dalla lotta, ma anche dai valori che desideriamo proteggere.


Perché un vero eroe non combatte per distruggere.


Combatte per custodire ciò che ama.


Forse è proprio questo che questo cielo sembra suggerirci.


Ogni essere umano, prima o poi, deve scegliere che tipo di cavaliere vuole diventare.


Quello che combatte mulini a vento.


Oppure quello che trova il coraggio di cambiare prospettiva, guardare in faccia i propri mostri e scoprire che proprio da lì può nascere qualcosa capace di prendere il volo.


E tu? Che cavaliere vuoi essere?


Buona Luna Nuova

Manuel Lombardi

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