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  • 12 ore fa
  • Tempo di lettura: 7 min


Con il 3 marzo arriviamo a un'eclissi di Luna in Vergine, e quasi tutti i pianeti si susseguono in fila, dal primo grado dei Pesci fino ai primi gradi dell'Ariete, con Saturno in coda come un supervisore che ha appena cambiato ufficio.

È un cielo denso, interiormente parlando. L'asse Vergine-Pesci è molto coinvolto, e lo è ancora di più perché sono i nodi lunari ad essere sollecitati, quei punti invisibili dell'orbita lunare dove le eclissi sono possibili, dove la luce può essere interrotta. Non a caso siamo qui.

Giove dal Cancro porta un aspetto armonico, una mano nutrice che lavora in sottofondo. Lilith dal Sagittario crea tensione, quella del pensiero che si vuole libero ma che rischia di confondersi con le proprie catene. Ma di questo parleremo.


La domanda è semplice: cosa ci stanno chiedendo le nostre parti interne? Dove siamo chiamati a lavorare?


I Pesci sono il mondo sottile che ci permea, fatti di energia psichica inconscia, il mare magnum delle informazioni che transitano attraverso un linguaggio che bypassa la coscienza, una rete energetica che collega tutto ciò che esiste e che ci permette di stare in comunicazione con l'universo stesso. Sono il principio cosmico da cui tutto origina e a cui tutto ritorna. In questo momento celeste, molte delle nostre istanze psichiche sono agganciate a questa immagine archetipica.

Questo significa che, anche senza saperlo, siamo molto più connessi al campo collettivo del solito. Molto più sensibili e permeabili a quello che il mondo attorno sta vivendo. La porosità aumenta, e con essa anche la vulnerabilità, alle modificazioni esterne, ma soprattutto a quelle interne.

Le nostre emozioni sono molto più influenzabili. E per questo la Luna in Vergine ci chiede di prendercene cura: fare spazio, mettere ordine, mentre fuori e dentro si sente una confusione diffusa, una mancanza di direzione che può disorientare.


Mercurio è retrogrado nei Pesci. La comunicazione può perdere la sua logica ordinaria, possiamo sentirci come se le parole mancassero proprio mentre il corpo esplode di informazioni che facciamo fatica a tradurre in qualcosa di senso compiuto. Non è un malfunzionamento: è che il canale che stiamo usando adesso non è quello verbale. Il corpo sa cose che la mente non ha ancora trascritto.

Marte è appena entrato nei Pesci, e la nostra capacità volitiva, quella focosa, diretta, è bagnata da queste acque profonde che la fanno evaporare, rendendola più vaporosa ed evanescente, meno precisa nel vettore ma più morbida e compassionevole nel gesto. Dobbiamo immaginarci come ballerini che si muovono con grazia sulle punte per manifestare con dolcezza le proprie intenzioni, senza paura di sembrare emotivi, ma con la stessa forza muscolare di Roberto Bolle. Non è debolezza: è un'altra forma di potenza.


Venere nei Pesci si sta congiungendo a Nettuno. Questo porta una ricerca genuina di empatia e connessione profonda, una maggiore sensibilità all'altro e alla bellezza delle cose, ma anche una forte idealizzazione, una tendenza a fantasticare e sognare che tiene i piedi poco a terra. Le aspettative si gonfiano, le delusioni possono essere brusche. Vale la pena tenerne conto senza per questo smettere di sognare.


Saturno e Nettuno sono appena entrati in Ariete, e la loro congiunzione si è perfezionata pochi giorni fa, il 20 febbraio, dieci giorni prima di questa eclissi. Non è un dettaglio: quella congiunzione segna l'inizio di un nuovo ciclo collettivo che si ripete ogni trentasei anni. L'ultimo fu nel 1989 in Capricorno, segno della struttura, del potere istituzionale, e coincise con la caduta del Muro di Berlino, la fine di un'intera architettura ideologica che sembrava inamovibile. Prima ancora, nel 1953, con la morte di Stalin e l'inizio di un nuovo capitolo per l'Europa dell'Est. Questi cicli non sono previsioni: sono il ritmo con cui la psiche collettiva scioglie le strutture che non reggono più il peso della realtà e tenta di dare forma a qualcosa di nuovo, ancora senza nome.

Adesso quel ciclo nasce in Ariete, il primo grado dello zodiaco, che nell'astrologia medievale veniva chiamato il grado del Matto, l'inizio assoluto, il punto in cui si compie il salto senza sapere ancora dove si atterra. Saturno qui non costruisce strutture rassicuranti: si confronta con l'assenza di forma, con la necessità di assumersi una responsabilità senza modelli preesistenti a cui appoggiarsi. Nettuno non offre visioni salvifiche, ma espone con forza la fragilità delle narrazioni che fino a poco tempo fa sembravano garantire senso e direzione. Un inizio che nasce da una perdita, non da una rinascita euforica, ma da un atto inaugurale che avviene dopo la dissoluzione di illusioni che non reggono più.

Saturno ci chiede di non fare finta di nulla rispetto a tutto questo mare magnum interno. Di sentirlo. Di non soccombere al suo peso emotivo, ma di abitarlo e dargli un senso, il senso che muove la vita verso una direzione nuova. Siamo in un momento gravido: qualcosa è già stato concepito. Possiamo pescare dall'infinito delle possibilità per portare qui un seme da far germogliare.

E per farlo dobbiamo fare spazio. Mettere in ordine la stanza che abbiamo adibito a questo nuovo progetto, come si fa con una vera gravidanza: si prepara il luogo, si fa pulizia, si spostano alcuni oggetti e si dà loro un nuovo significato, un nuovo ordine. Non è perfezionismo. È intenzione.

Dobbiamo entrare nella gioia dell'attesa senza soccombere all'ansia di quello che ancora non sappiamo. Le due cose possono coesistere, e saper sostare in quella tensione è già un atto di maturità psichica.


Alcune domande simboliche possono aiutare a navigare questo momento: che tipo di gravidanza sto vivendo? Che seme è stato piantato? Come mi prendo cura di questo seme? Come faccio ordine, fuori e dentro, per creare lo spazio in cui possa germogliare?

Non occorre rispondere subito. Occorre lasciare che le domande lavorino.


Lilith quadra in pieno i luminari e i nodi lunari, e il suo territorio qui è quello delle credenze, della nostra religione interna. Come rileghiamo tutto questo? Come diamo senso a quello che stiamo attraversando?

Le credenze sono il filtro invisibile attraverso cui ogni esperienza passa prima di diventare realtà per noi. E in questo momento sono particolarmente decisive, perché quello che sta cercando di arrivare, dal campo più vasto, da quella dimensione che la mente razionale non può processare, cerca terreno fertile su cui attecchire. I contenuti, in realtà, sono già arrivati. Sono già dentro. Ma le nostre resistenze interne, le credenze che non ci appartengono più, quelle ereditate, quelle difensive, rischiano di non dargli il nutrimento necessario per espandersi.

Le credenze possono essere fertilizzante o veleno. Il compito adesso è sentire quali ci appartengono ancora e quali no, non con l'intelletto, ma con qualcosa di più istintivo. Quelle che ci restringono quando le incontriamo, quelle che ci mettono in conflitto con quello che sentiamo vivo dentro: quelle meritano di essere guardate con onestà.


Giove dal Cancro lavora in questo plenilunio da una posizione armonica. Il suo contributo arriva dalla casa interiore, da quelle radici che non sono solo famiglia biologica, ma l'intero sedimento di appartenenze, fedeltà, patti psichici inconsci stipulati con il nostro albero genealogico. Giove è lì a scardinarli, non con violenza, ma con un nutrimento diverso. A dirci che c'è un modo di stare in contatto con le proprie origini senza esserne governati. Che l'albero ci appartiene, non viceversa.


Il grado Sabiano di questa Luna è al tredicesimo grado della Vergine: "un potente uomo di stato supera una situazione di isterismo politico."


Rudhyar leggeva questo grado come "il potere della volontà espresso nel dominio delle crisi attraverso la calma e l'equilibrio della forza interiore." Ma c'è di più. L'immagine non descrive un carisma di facciata, descrive qualcuno che ha accumulato nel tempo, grado su grado, una qualità interiore che diventa visibile solo nel momento della crisi. Il carisma qui non è appeal: è apertura a qualcosa di più grande di sé, che si incarna nel gesto giusto nel momento giusto.

È impossibile non sentire quanto questo simbolo risuoni con il momento collettivo che stiamo vivendo. L'isterismo politico non è solo fuori di noi, è anche il riflesso di un'incapacità diffusa di reggere l'incertezza, di tollerare la complessità senza cercare capri espiatori o soluzioni semplici. Ma in un'ottica archetipica e individuale, quella figura dello statista non è un leader esterno da attendere: siamo noi quando riusciamo a non farci travolgere dal rumore collettivo, quando manteniamo una posizione interiore chiara anche mentre tutto attorno ondeggia.

In un momento in cui l'energia pescina rende i confini porosi e la pressione del gruppo può spingerci verso l'omologazione, l'archetipo del vero statista interiore chiede di ritirare le proiezioni esterne sui guru e sui leader, di smettere di delegare la propria direzione, e di diventare responsabili di noi stessi. Non è un compito piccolo. È probabilmente il lavoro più difficile che un essere umano possa fare in un momento collettivo come questo, in cui l'energia esterna tende a volerci al di sotto delle nostre potenzialità.


La carta dei Tarocchi associata a questa lunazione è il 6 di denari.


La carta dei Tarocchi associata a questa lunazione è il 6 di Denari.

Una carta che mostra un uso saggio della ricchezza, o meglio, una ricchezza di saggezza. Parla di buona capacità delle proprie risorse, di uno scambio equilibrato tra dare e ricevere — non solo in termini di denaro, ma di tempo, attenzione, energia, favori. Ci invita alla generosità con noi stessi e al godimento autentico di quello che la vita offre di bello.

Quando questa energia non è consapevolizzata, il rischio è l’ossessione per le apparenze, la venalità, il trascurare l’essere in favore dell’avere, un rapporto conflittuale con la materia che può scivolare nello sfruttamento: degli altri, o di se stessi.

La domanda che il 6 di Denari pone in questa luna è: come sto usando le mie risorse, dentro e fuori? Sto dando e ricevendo in misura equa, o c’è uno squilibrio che non sto guardando?




Questa eclissi apre un portale, simbolico, psichico, che rimane attivo per mesi. Non chiude con la fine della notte. Quello che prendi come seme adesso può germogliare lontano, in un tempo che ancora non conosci. Ma richiede che tu non faccia finta di niente.

Sei più connesso all'umanità intera di quanto tu sappia in questo momento, nei sogni, nelle emozioni improvvise, nei presagi che non sai spiegare. Questo non è un peso da gestire: è la tua sensibilità messa al servizio di qualcosa che ti chiede di esserci davvero.

Il seme è nel grembo. Lo spazio si sta preparando. Il cielo sa quello che sta facendo.


Buona Luna Piena.

Manuel Lombardi

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